Epilessia, come, quando e perchè.

Epilessia, come, quando e perchè.

Epilessia, può sopraggiungere all'improvviso fin dall'infanzia o presentarsi in adolescenza o in età adulta; ma cos’è, perché si manifesta, cosa bisogna fare in questi casi. 


Epilessia o crisi epilettica; con questi termini si possono descrivere una varietà di sintomi neurologici, dovuti da una abnorme attività elettrica celebrale che generalmente, si manifesta con una scarica elettrica anomala, sincronizzata e prolungata delle cellule nervose della corteccia o del tronco cerebrale.

La diagnosi di epilessia implica una tendenza a crisi epilettiche ripetute.

Le crisi epilettiche sono favorite da fattori che aumentano l'eccitabilità elettrica delle cellule nervose e abbassano la naturale soglia alla loro scarica spontanea; l'uso o la sospensione improvvisa di certi farmaci, l'uso di droghe o alcool, febbre, deficit di sonno, alterazioni degli elettroliti, fattori genetici e metabolici sono tutti fattori di rischio che complicano o favoriscono l'insorgenza di questi fenomeni.

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Per la diagnosi di epilessia è necessaria un'accurata valutazione dei sintomi e della storia clinica.

L'elettroencefalogramma (EEG) rileva l'attività elettrica del cervello ed è un'analisi fondamentale nella diagnosi dell'epilessia, perché le alterazioni elettriche, spesso molto indicative, possono essere presenti anche in assenza dei sintomi, inoltre, esami diagnostici come la risonanza magnetica, la TAC cerebrale, esami di laboratorio sono indicati per accertare o escludere cause specifiche.

In base alla sintomatologia clinica e al tracciato EEG delle crisi epilettiche si distinguono epilessie generalizzate (le scariche coinvolgono i due emisferi cerebrali) ed epilessie parziali o focali (le scariche anomale iniziano in una determinata parte del cervello).

I più frequenti tipi di crisi epilettiche generalizzate e parziali sono:

·         Crisi tonico cloniche o "grande male": possono avere sintomi premonitori (irritabilità, ansia, cefalea) e iniziano con perdita della coscienza, deviazione degli occhi in alto per poi continuare con contrazioni muscolari generalizzate e simmetriche (fase tonica), che in seguito sono interrotte da brevi rilassamenti della muscolatura (fase clonica)

·         Crisi di assenza o "piccolo male": sono crisi generalmente di breve durata (circa 10 secondi).
Sono caratterizzate da un improvviso arresto motorio con uno stato di coscienza apparentemente conservato. Tuttavia, durante le crisi di assenza, il bambino non è in grado di rispondere e non ricorda l'episodio. Possono essere accompagnate da contrazioni ritmiche.

ed inoltre possono ulteriormente suddividersi in: crisi di tipo tonico, atonico o mioclonico, parziali semplici, parziali complesse in base alla zona cerebrale interessata.

Normalmente le crisi epilettiche si risolvono spontaneamente entro pochi minuti.
Quando perdurano o quando si ripetono in modo ravvicinato si tratta di uno stato di male epilettico che rappresenta un'emergenza medica che richiede terapia immediata.

Trattamento in emergenza:

Piccolo male:

Segni e sintomi:

  • Il malato può sembrare immerso in un sogno ad occhi aperti o avere lo sguardo fisso nel vuoto.
  • Possono presentarsi vuoti di memoria.
  • Può avere comportamenti strani, ad esempio: deglutizione e masticazione a vuoto, pronuncia di parole strane.

 

Primo soccorso:

  1. Non fare nulla!!!
  2. Proteggere il paziente da eventuali pericoli.
  3. Stategli vicino e assicuratevi che si sia ristabilito.

Può succedere che si instauri una crisi da grande male subito dopo.

  • Consigliategli di andare un medico!!!!!

 

Grande male:

Segni e sintomi:

  • Il malato perde improvvisamente conoscenza cadendo a terra.
  • Diventa rigido per alcuni secondi.
  • I muscoli si rilassano dando i consueti movimenti convulsivi, che talvolta possono essere molto violenti.
  • Le mascelle si serrano.
  • Può comparire schiuma dalla bocca.
  • Può comparire incontinenza vescicale e/o anale.

 

Primo soccorso:

  1. Se il malato cade, cercare di attutire la caduta e adagiarlo a terra.
  2. Fate spazio attorno a lui e slacciate eventuali indumenti stretti.
  3. Per evitare il "morso della lingua", NON METTERE LE DITA IN BOCCA all'infortunato, ma bensì un qualcosa di morbido per evitare il serraggio delle mascelle e la rottura dei denti.
  4. Non bloccate i movimenti convulsivi.
  5. Monitorate la durata dell'evento ed eventualmente l'instaurarsi di nuove crisi.
  6. Monitorizzate i parametri vitali: respiro e frequenza cardiaca.
  7. Restate accanto e lui e al termine della crisi, mettetelo in posizione laterale di sicurezza.
  8. Valutate in base alla storia clinica del paziente (se ha già sofferto di queste crisi o se è la prima volta), alla durata della crisi, al numero degli eventi che si sono presentati, l'eventualità di chiamare il 112 o comunque di informare il proprio medico curante.



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